l'informatica è politica

2011-03-11

01:54:49

per me l'informatica è nata come un'alternativa all'andare a giocare nel cortile del condominio. avere un computer a casa era roba da pochi fortunati, e il fascino di quel piccolo tubo catodico era totalizzante per la mia vita di adolescente. poi gli anni sono passati, e la rivoluzione vera ci siamo accorti essere non il computer in sè, ma il fatto che fosse connesso in rete con altri computer. oggi, dopo altri anni, l'informatica è talmente entrata nelle nostre vite da aver assunto una valenza politica. il mondo parallelo della rete non è più un capriccio tecnologico di pochi, ma una coscienza collettiva che coltiviamo a botte di onde eletromagnetiche e di social-fenomeni globali. l'umanità cerca disperatamente un equilibrio per il suo futuro, e il confronto continuo con gli altri attraverso internet è forse l'unico mezzo che abbiamo per autoregolarci in questo piccolo pianeta sovraffollato. lasciare la catalogazione di tutta internet in mano a una società privata è come lasciare ad una sola identità il diritto dell'umanità di sicronizzarsi verso scopi comuni. è come se un'azienda singola avesse in mano l'appalto per l'acqua e l'aria che respiriamo. senza contare che, tecnologicamente parlando, qualunque sistema centralizzato, come google, non potrà mai competere con il modello distribuito del peer to peer. da pari a pari. mai come oggi appoggiare una teconolgia ha un valore politico.

 

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